L'antico Duomo di San Mauro

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    L'antico Duomo di San Mauro
    Carlo Baldi
    Tipografia Tiengo, Cavarzere, 2015. Pagine 159


    Dal libro...

    Per le modeste dimensioni (cm. 110 x 80) i due quadri di Francesco Fontebasso, l'Adorazione dei pastori e la Strage degli Innocenti, non erano esposti in duomo. L'ispettore G. Fiocco, della Soprintendenza all'Arte Medioevale e Moderna, in una lettera del 1925 ricordava di averli visti appesi sopra le porte della sagrestia. Giudicandoli degni di cura e rispetto, si augurava che una persona di buona volontà fosse disposta a prendersi l'impegno di farli restaurare e foderare. Questa persona, non solo volonterosa ma determinata, la si trovò il 6 maggio 1928 quando, dopo tre anni che il paese era senza parroco, mons. Scarpa divenne il nuovo arciprete di Cavarzere. Egli sentiva fortissimo il dovere di proteggere il patrimonio storico e artistico delle chiese (e della  comunità stessa) affidatogli insieme alla cura delle anime. Subito si preoccupò per il seicentesco oratorio della SS.Trinità, le cui grandi tele che ne ricoprivano le pareti si trovavano in uno stato di deplorevole abbandono, offese da umidità e sporcizia, da strappi e screpolature. Ma si interessò anche dei quadri del Fontebasso, entrambi malridotti, specie l'Adorazione dei pastori, pesantemente assalita dal “tarlo della pittura”.
    Il denaro per il restauro se lo procurò scrivendo ai più ricchi del paese, implorando “un contributo a titolo di carità che per amor di patria, di religione, di arte – spiegava – non mi verrà negato, ma anzi mi verrà spedito con prontezza e generosità”. A un simile appello molti risposero, fra gli altri le nobildonne Salvadego Molin con un'offerta di duecento lire, e la Distilleria con una di trecento. E vi fu chi accompagnò il dono con precisi consigli. Andrea Danielato insieme a cento lire spedì un biglietto ricordando i quadri di gran valore, i meravigliosi affreschi che in Italia erano stati lordati con sfacciati colori dagli imbrattatele e imbianchini chiamati a restaurarli. Ma del resto Venezia aveva già avvertito due volte l'impaziente arciprete di non far toccare i quadri da nessuno, dovendosi affidare il delicato incarico a persona di sicura competenza. Si raccolse ben più di quanto la Soprintendenza chiedeva, e mons. Scarpa capì che in futuro, all'occorrenza, la generosità dei cavarzerani non gli sarebbe mancata. Danneggiati nel 1945, i quadri furono restaurati una seconda volta nel 1958.
    Sembra che anticamente, a Natale, queste suggestive rappresentazioni dei primi giorni di vita di Gesù venissero tolte dalla stanza dov'erano custodite per esporle in duomo, forse ai lati dell'altare della Madonna, offrendole all'ammirazione dei popolani così luminose e ricche di colore nelle loro cornici dorate.
    Si ritiene che il Fontebasso abbia dipinto i due quadri fra il 1750 e il 1760, ma come e quando siano giunti a Cavarzere non lo sappiamo. Furono commissionati da una delle confraternite che avevano in custodia i singoli altari del duomo? O vennero donati da qualcuno dei “signori veneti” che secondo l'arciprete Pomati avevano contribuito ad arricchire di tante tele l'oratorio della SS. Trinità?  In passato li si attribuì a Sebastiano Ricci, al Polazzo e al Pittoni, ma di recente sono stati assegnati con sicurezza al Fontebasso per evidenti somiglianze stilistiche e iconografiche con altre opere del pittore. Entrambi sono costruiti sull'incrocio di diagonali. In uno il simbolo del potere si staglia scuro contro il cielo, al sommo di una piramide di violenza e crudeltà. Nell'altro invece la composizione è ordinata verso il basso, dove un fascio di luce illumina il Figlio di Dio fattosi umilmente uomo.

    ("L'Antico Duomo di San Mauro", pagg. 118-119)

    F. Fontebasso, L'adorazione dei pastori

    F. Fontebasso, La strage degli Innocenti


    Recensioni e articoli:

    N. Sguotti, La Voce di Rovigo, 19 novembre 2015

    D. Degan, La Nuova di Venezia, 26 novembre 2015

    N. Sguotti, La Piazza di Cavarzere, 19 dicembre 2015

    A. Padoan, Nuova Scintilla, 17 gennaio 2015

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